Curiosità / La Valle Incantata di Paola De Carli

Concorso letterario 2012 di Cinquanta & Più

LA VALLE INCANTATA di Paola De Carli

Ho approfittato dei festeggiamenti del centenario della chiesa di Sant'Orsola Terme per visitare la Valle dei Mòcheni, la celebre Valle Incantata.
Si tratta di una tranquilla valle, laterale alla caotica Valsugana, racchiusa tra i massicci montuosi del Lagorai, spesso ricoperti da nevi che alimentano il torrente Fersina, affluente del fiume Adige.
Ogni ruscello attraversa ed alimenta boschi e prati ma anche gruppi di case e piccoli paesi sparsi lungo i fianchi delle montagne.
La valle viene denominata incantata per i colori e la natura ancora incontaminata dall'uomo, per l'atmosfera magica che si respira e per le antiche tradizioni che non sono ancora state dimenticate dall'uomo moderno.
Infatti, in valle dei Mòcheni, esiste un gruppo etnico di piccole dimensioni, i Mòcheni, dal tedesco “Machen”, cioè fare che lo caratterizzano come popolazione di lavoratori, che conservano numerose costumi locali.
Tipiche tradizioni sono “la coscrizione”, cioè il passaggio alla maggior età festeggiato dall'intera comunità, “La Stela” per annunciare la nascita di Cristo ad opera dei Re Magi, il carnevale e tante altre piccole usanze locali.
Anche la lingua, il Mòcheno, deriva dal tedesco e va ad influenzare persino i nomi delle località e dei paesi che l'adottano come fosse la lingua principale del versante orientale della valle.
Immancabilmente anche la cucina è stata influenzata dal questa minoranza linguistica, con piatti tipici (Rofoi, Straboi, Pinza, Treccia mochena) come alcune fiabe e leggende che riguardano le miniere del posto.
Ma la valle incantata non è solo rispetto per le tradizioni, è anche rispetto per il territorio, per l'ospite e per la natura.
Il verde dei boschi, i colori dei fiori durante la fioritura, i pascoli ed i masi resistono al tempo che trascorre ed, un respiro profondo nella valle incantata ricarica il turista dalla frenesia della vita cittadina.
I masi, tipiche costruzioni locali, sono stati restaurati invece di essere abbandonati, i pascoli ed i prati sono curati fin nei minimi dettagli, la gente ti offre sempre un sorriso.
Respirare aria pura e frizzante, bere latte appena munto, osservare la vita da un altro punto di vista, legato al passato ma anche al presente con le modernità che ci caratterizzano è cosa quotidiana in questa valle un po' speciale.
La cultura ed il folklore, sono salvaguardati anche dai musei, come il Pietra Viva che raccoglie i reperti minerari e ricostruisce la vita dei minatori, il museo etnografico, il sito archeologico Acquafredda con le fonderie preistoriche del rame ed il simpatico museo … del Paracarro.

La conoscevo solo di nome, abitando vicino, ma scoprire questa perla tra le montagne a due passi da casa non ha prezzo e non mancherò di visitare tale valle sia durante le quattro stagioni, per vedere come i colori della natura cambiano ma anche per capire come le persone, ed i Mòcheni, reagiscono ai duri inverni o alle piovose primavere, per vedere i colori del tramonto sulle montagne e per gustare qualche piatto in un rifugio o in un maso.
Mi ritorna in mente un ricordo di scuola, di un famoso scrittore, Robert Musil, che, durante la grande guerra era stato ufficiale al fronte italiano, nei suoi racconti e nei suoi ricordi la definiva meravigliosa, una valle di una bellezza davvero unica.
Mi ritengo davvero fortunata ad avere un tesoro a portata di mano, da condividere però con amici, parenti e conoscenti.

Paola de Carli